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Scegliere una Banca e Valutarne i Rischi

Scegliere un banca adatta alle proprio esigenze non è cosa da poco visto che le stiamo donando i nostri soldi. Lo spot della Banca di Credito Cooperativo recita “La mia banca è differente” e sarà certamente così come, allo stesso modo, ogni altro istituto di credito si differenzia dagli altri.

La domanda sorge spontanea: come scegliere una banca?

La criticità della scelta giunge in seguito al fallimento dello stress test alla MPS o la scandalosa bancarotta della Banca Etruria. Alla luce di questi fatti, quindi, conviene sempre informarsi sulle considerazioni base che vanno fatte per la scelta di una banca, analizzando in particolar modo quale e quanto sia alto il rischio di tenere i propri soldi in quella determinato istituto di credito.

L’eventuale rischio del quale vogliamo occuparci deriva, come nel caso di Banca Etruria, dall’introduzione delle brrd ossia le regole europee per la gestione della crisi che prevedono una possibile risoluzione della banca.

Scegliere una banca significa farsi le giuste domande

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Che cos’è la risoluzione di una banca?

Sottoporre una Banca ad una procedura di risoluzione significa avviare, in alternativa alla liquidazione coatta amministrativa, un processo di ristrutturazione gestito dalle Autorità che potrà utilizzare mezzi e tecniche che mirano alla continuità delle sole funzioni essenziali della banca.

Quando una banca può essere sottoposta ad una procedura di gestione della crisi o a risoluzione?

Le Autorità possono sottoporre una banca a questa procedura quando la banca è in dissesto o a rischio di dissesto e non si possono ragionevolmente prospettare misure alternative che permettono di superare la situazione in tempi adeguati.

Quali sono gli strumenti di risoluzione?

  • La cessione di beni e rapporti giuridici a un soggetto terzo;
  • Il trasferimento temporaneo di attività e passività ad una entità gestita dalle Autorità per proseguire le funzioni più importanti, in vista della successiva vendita sul mercato;
  • Il trasferimento delle attività deteriorate ad una “bad bank” che ne gestisca la liquidazione in tempi ragionevoli oppure il temuto BAIL-IN ovvero la riduzione del valore delle azioni e di alcuni crediti.

L’intervento pubblico è previsto soltanto in circostanze straordinarie per evitare che la crisi di un intermediario abbia gravi ripercussioni sul funzionamento del sistema finanziario nel suo complesso.

Alla luce di ciò, scegliere una banca adatta potrebbe sembrare complesso visto che non tutti sono economisti. Quindi per prevenirci, la prima cosa da fare è Il Controllo del Patrimonio di Vigilanza. Il criterio comunemente accettato che definisce il rischio bancario inteso come quantità di investimenti fatti da una banca rispetto al suo patrimonio è il Core Tier 1 (Ratio), ovvero il rapporto fra investimenti bancari ponderati per il loro rischio e il capitale proprio della banca.

Recentemente il Core Tier 1 Ratio, è stato sostituito dal CET1 Ratio ovvero il Core Equity Tier 1 Ratio.

Le norme Europee, che sono sempre da tenere in considerazione quando si deve scegliere una banca visto che gli istituti di credito fanno capo alla BCE, prevedono che un CET1 Ratio del 8% , il che significa che una banca “regolamentare” può effettuare investimenti ponderati per il rischio superiori a 12,5 volte il suo capitale proprio, il che, detto tra di noi, non sembra essere una garanzia di sicurezza “estrema”.

Possiamo concludere dicendo che il primo criterio per scegliere una banca nel nostro Paese è controllarne il Cet1.

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