virtual reality

Il Futuro delle Unità d’Interfaccia

È sorprendente pensare che circa 20 anni fa molti si stesse ancora guardando lo schermo di testo dell’ormai sorpassato MS-DOS (che anche durante l’avvento di Windows continuò ad essere ancora molto utilizzato). Questo finché, negli anni ’90, non è esploso il fenomeno delle interfacce grafiche per l’utente.

Con l’avvento dei dispositivi portatili, le GUI mobile (acronimo per Graphical Unite Interface) hanno riscrissero nuovamente le regole. Spostamenti, pizzichi ed altri gesti permettevano di interagire in modo più semplice ed immediato con il proprio dispositivo. I Personal Computer, però, non sono stati lasciati indietro, ricevendo  aggiornamenti che in quanto ad usabilità li accostavano sempre più alle loro controparti mobile. Uno dei primi esempi fu Windows 8, che però aveva ancora un grande problema agli occhi degli utenti: lo storico tasto “Start” non era più sufficiente a contenere tutto ciò che essi desideravano, motivo per il quale la versione successiva ha deciso di integrare il già noto Cortana.

La Microsoft non è stata l’unica a lanciarsi nella sfida al progresso. Basti pensare all’interattività incrementale con i dispositivi iOS ed Android o con l’avvento di Siri e il giù classico “Ok, Google!”

Cosa ci aspetta?

fluent design system

Secondo gli esperti non saranno le grandi multinazionali a decidere gli standard del futuro, ma gli utenti. Solo che gli utenti ancora non sanno cosa vogliono e per questo le grandi aziende hanno deciso di investire tempo – e tanto denaro – nello sviluppo di sistema di interazione che si speri diventino la normalità.

Quale sarà lo standard del futuro? Difficile ad dirsi. Per il momento sarà necessario avvicinarci a queste tecnologie ed esplorarle con occhi critico, ma anche sciatto visto che ci risparmieranno la fatica di alzarci dal divano.

GUI vs Zero UI

zero ui

Il primo campo di prova sarà la preferenza tra le classiche interfacce grafiche (migliorate) e le Zero UI, materializzatesi nei modernissimo prodotti a comando vocale come Amazon Echo, Siri di Apple, Cortana di Microsoft o Jarvis di Facebook. Queste soluzioni, certamente innovative perché più “vicine” ai nostri standard basati sulla comunicazione verbale, hanno ancora molti punti deboli sul versante della comprensione. Per esempio, chieder loro “Qual’è stato il primo presidente italiano?” o dire “Chiama mio marito” è un ordino secco e chiaro, che verrà certamente eseguito, ma comandi più complessi possono essere facilmente fraintesi o ignorati per mancata comprensione.

Dall’altra parte, ci sono le moderne GUI, alcune delle quali sono arrivate ai livelli della fantascienza cinematografica dello scorso secolo. Basti osservare le implementazioni della realtà aumentata sulle autovetture, che riportano sul parabrezza orari, calendari, mappe etc per non distogliere l’attenzione del conducente; o i visori che permettono una maggiore immersione in ambienti 3D creati ad-hoc; o il sistema olografico sviluppato da Microsoft che permette, tra l’altro, di godersi uno dei suoi titoli di punta, Minecraft, con la realtà aumentata.

Per il momento, sul fronte di casa Microsoft, si attende l’annuncio del suo FDS, il Fluent Design System, che non ha come obbiettivo lo stravolgimento, bensì una rivisitazione dettata dal porre maggiore attenzione a creare e agevolare l’interazione con gli utenti, con l’obiettivo di migliorarne l’esperienza d’uso.

Il futuro di queste tecnologie resta ancora incerto in quanto non sono ancora chiare le preferenze degli utenti, che siano dettate dal loro rifiuto o accettazione a seconda delle proprie preferenze di comodità, dalla loro disponibilità economica, dall’impatto che avrà sulla vita di tutti i giorni. Non ci resta da fare che aspettare e tentare di prevedere quale di queste (o anche tutte) possa diventare lo standard per il futuro.

scegliere una banca logo

Scegliere una Banca e Valutarne i Rischi

Scegliere un banca adatta alle proprio esigenze non è cosa da poco visto che le stiamo donando i nostri soldi. Lo spot della Banca di Credito Cooperativo recita “La mia banca è differente” e sarà certamente così come, allo stesso modo, ogni altro istituto di credito si differenzia dagli altri.

La domanda sorge spontanea: come scegliere una banca?

La criticità della scelta giunge in seguito al fallimento dello stress test alla MPS o la scandalosa bancarotta della Banca Etruria. Alla luce di questi fatti, quindi, conviene sempre informarsi sulle considerazioni base che vanno fatte per la scelta di una banca, analizzando in particolar modo quale e quanto sia alto il rischio di tenere i propri soldi in quella determinato istituto di credito.

L’eventuale rischio del quale vogliamo occuparci deriva, come nel caso di Banca Etruria, dall’introduzione delle brrd ossia le regole europee per la gestione della crisi che prevedono una possibile risoluzione della banca.

Scegliere una banca significa farsi le giuste domande

scegliere una banca bankrupt

Che cos’è la risoluzione di una banca?

Sottoporre una Banca ad una procedura di risoluzione significa avviare, in alternativa alla liquidazione coatta amministrativa, un processo di ristrutturazione gestito dalle Autorità che potrà utilizzare mezzi e tecniche che mirano alla continuità delle sole funzioni essenziali della banca.

Quando una banca può essere sottoposta ad una procedura di gestione della crisi o a risoluzione?

Le Autorità possono sottoporre una banca a questa procedura quando la banca è in dissesto o a rischio di dissesto e non si possono ragionevolmente prospettare misure alternative che permettono di superare la situazione in tempi adeguati.

Quali sono gli strumenti di risoluzione?

  • La cessione di beni e rapporti giuridici a un soggetto terzo;
  • Il trasferimento temporaneo di attività e passività ad una entità gestita dalle Autorità per proseguire le funzioni più importanti, in vista della successiva vendita sul mercato;
  • Il trasferimento delle attività deteriorate ad una “bad bank” che ne gestisca la liquidazione in tempi ragionevoli oppure il temuto BAIL-IN ovvero la riduzione del valore delle azioni e di alcuni crediti.

L’intervento pubblico è previsto soltanto in circostanze straordinarie per evitare che la crisi di un intermediario abbia gravi ripercussioni sul funzionamento del sistema finanziario nel suo complesso.

Alla luce di ciò, scegliere una banca adatta potrebbe sembrare complesso visto che non tutti sono economisti. Quindi per prevenirci, la prima cosa da fare è Il Controllo del Patrimonio di Vigilanza. Il criterio comunemente accettato che definisce il rischio bancario inteso come quantità di investimenti fatti da una banca rispetto al suo patrimonio è il Core Tier 1 (Ratio), ovvero il rapporto fra investimenti bancari ponderati per il loro rischio e il capitale proprio della banca.

Recentemente il Core Tier 1 Ratio, è stato sostituito dal CET1 Ratio ovvero il Core Equity Tier 1 Ratio.

Le norme Europee, che sono sempre da tenere in considerazione quando si deve scegliere una banca visto che gli istituti di credito fanno capo alla BCE, prevedono che un CET1 Ratio del 8% , il che significa che una banca “regolamentare” può effettuare investimenti ponderati per il rischio superiori a 12,5 volte il suo capitale proprio, il che, detto tra di noi, non sembra essere una garanzia di sicurezza “estrema”.

Possiamo concludere dicendo che il primo criterio per scegliere una banca nel nostro Paese è controllarne il Cet1.

google adwords icon

Google Adwords – Una Campagna Pubblicitaria di Successo

Il servizio Google AdWords è un potente strumento che il motore di ricerca mette a disposizione degli inserzionisti per il posizionamento, creando annunci pubblicitari da diffondere nell’ampia rete di Google. Questo, però, richiede lo stanziamento di un certo budget, con il chiaro obiettivo di ottenere un incremento di visibilità in breve tempo. Inoltre offre servizi pubblicitari sui suoi circuiti come YouTube e AdSense ,e l’uso di strumenti come il Gmail Sponsored Promotions.

In più, se pensiamo che Google è il motore di ricerca più utilizzato in Italia, con circa il 95% degli utenti, e in svariati altri Paesi del mondo occidentale, si comprende quanto il servizio Google AdWords garantisca l’opportunità di avere un’ottima visibilità per il proprio sito, almeno per il periodo di diffusione della campagna.

Un altro vantaggio non da poco è la flessibilità nella gestione del proprio budget. Google AdWords, infatti, permette all’utente di impostare un budget massimo giornaliero, inserito in un sistema per effettuare un’asta tra le nostre keyword e quelle dei nostri concorrenti. Il tempo e il modo in cui verrà consumato verrà determinato dal “quality score”, o punteggio di qualità, del nostro annuncio.

Google AdWords offre la grande opportunità di avere un’ampia scelta sul proprio target, dato che si possono mostrare i propri annunci utilizzando keywords dedicate direttamente sul nostro target di riferimento, oltre che stabilire il raggio di azione in una o più determinate zone.

Fare pubblicità con Google AdWords consente anche di ottenere per un giorno fino al 20% di click in più di quanti ne possa coprire il budget stanziato. Inoltre, è possibile usare il nostro investimento solo per specifiche ore della giornata: sta a voi capire la migliore strategia per la pianificazione del budget.

Una campagna Google AdWords è semplice da organizzare quanto da gestire, ma è giusto sottolineare quanto il costo per la campagna stessa possa diventare esoso (o persino proibitivo) quando si decide di investire su keyword dall’alta competizione. Basti pensare ai termini di ricerca “Assicurazione” o “Smartphone” per capire quanto sia spietata la concorrenza sul web.

A tal proposito, noi di Helpis raccomandiamo fortemente non di accostarci, ma di cominciare con un altrettanto efficace strategia di SEO, accompagnata da una campagna AdWords che, nelle mani di esperti, risulterà non solo particolarmente selettiva sulla scelta delle keyword, ma anche molto meno esosa nel corso del tempo.

Se sei interessato ad un campagna SEO/AdWords, CONTATTACI per un preventivo gratuito.